Ritorno a casa

Oggi sono tornato a casa. Ho lasciato Istanbul alle 8 ora locale, per atterrare a Malpensa alla 10. Ho capito di essere a casa dall’afa che mi prendeva a pugni nello stomaco lasciandomi senza fiato.

La Pianura Padana… fantastico catino di umidità !

Istanbul… La parola che prepotentemente si affaccia all mia mente é “sconfinata”. Domenica ero a zonzo sulla sponda asiatica, sul lungomare che costeggia il Mar di Marmara. In quei quartieri sembra di trovarsi in una qualsiasi località  di mare dell’Adriatico: la passeggiata, i giardini, chioschi e giochi per bambini, alle spalle le attività  comerciali e le basse palazzine residenziali.

Le Isole del Principe, località  di villeggiatura degli imperatori ottomani, che da casa si intravedevano solo in lontananza, sono lì, poco al largo e magnifiche. E le isole sono sempre Istanbul.

Sposto lo sguardo poco più a destra e all’orizzonte si staglia la costa europea, riconosco le torri della zona dell’areoporto ed é ancora Istanbul. Ho misurato la distanza: 32 chilometri. Alle mie spalle le colline su cui placidamente se ne stanno caseggiati e quartieri: ed é ancora Istanbul.

Di Istanbul non mi ha colpito particlarmente la parte storica: Topkapi, le moschee, il Dolmabace, la cisterna, il Gran Bazar e il Mercato delle Spezie. Bellissimi posti, ma ne più ne meno di quanto mi aspettassi o conoscessi da foto o documentari. Noi italiani siamo sensibili a questi panorami ma siamo anche abituati, in Italia abbiamo l’ottanta percento del patrimonio artistico mondiale. Anzi ci troviamo spaesati quando in un posto che visitiamo manca la profondità  storica.

Mi ha lasciato il segno la dimensione e la varietà . Taksim il quartiere commerciale borghese, Nisantasi dove va a comprare l’elite, Ortakoy é un angolo ritagliato dalle Cinque Terre, Levent con i suoi paradossi di torri vetro e acciaio e villette, Bebeck un’angolo della Ligura esclusiva, la costa asiatica con il suo sapore di località  dell’Adriatico.

I locali. Si passa dai ristoranti esclusivi sulla costa europea, raffinatissimi per arredi e servizio, a quelli più turistici ai self service in cui si mangia turco. Le discoteche e i locali.

Città  nella città , Istanbul ha ritagliato un posto particolare nel mio cuore: le foto.

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