Set 7

Ogni volta che Steve Jobs appare ad un keynote per presentare le novità  di turno, segue un pandemonio che sinceramente non capisco. Il punto di maggior discussione a questo round é il deprezzamento dell’iPhone da $599 a $399.

Non mi interessa tanto indagare il perché di questa operazione della Apple: si entra nel campo delle ipotesi e delle illazioni più o meno vere. Apple é un’azienda e, nel bene o nel male, può decidere autonomamente come operare.

Piuttosto che di Apple in questo caso si parla di Steve Jobs. Si perché é lui il padre-padrone dell’azienda. Come giustamente riporta Matteo, Jobs non é nuovo a questo tipo di operazioni al limite, se non ben oltre, il rispetto per i propri clienti/base di utenza affezionata o nuova.

Basti pensare che nell’arco di poco più di 5 anni, gli utenti Mac storici si sono dovuti sorbire due migrazioni importanti: dal vecchio Mac OS 9 a Mac OS X, dalla piattaforma PowerPC a quella Intel. Migrazioni che sono andate a pescare nelle tasche proprio di quegli utenti affezionati che: sono stati forzati a sobbarcarsi i costi di aggiornare software non più compatibile per due volte o che da un giorno all’altro hanno visto il loro Mac diventare obsoleto.

Steve Jobs é una “carogna”, non si fa grossi scrupoli: ha una visione e la impone al mercato. Può farlo perché ha un ego enorme ed é abbastanza arrogante da dire “so io quello di cui c’é bisogno ora, adeguati”.

Visto che Steve Jobs é assolutamente centrale in e per Apple, questo suo modo di essere e le sue strategie hanno un unico vero e insidacabile giudice: il mercato.

Mi sono preso la briga di utilizzare l’ottimo Yahoo Finace per fare una rapida analisi, anche in confronto con il mercato e la concorrenza. Questo é il risultato.

aapl.jpg

Ho preso in considerazione:

  • il periodo a partire da ‘97 ad oggi, quindi dal rientro di Jobs in Apple (ai tempi sull’orlo del fallimento) a oggi;
  • il titolo Apple (AAPL in blu);
  • l’indice del mercato di riferimento (il NASDAQ in rosso);
  • il titolo Microsoft, in qualità  di concorrente per software/sitema operativo (MSFT in verde);
  • il titolo Dell, in qualità  di concorrente nella produzione di personal computer (DELL in giallo).

I risultati sono chiarissimi, dal 1997 a oggi:

  • il mercato é cresciuto del 160% circa;
  • Microsoft del 161,5%;
  • Dell del 243,5%;
  • Apple del 3.460%!

Proporzionado i valori rispetto al mercato di riferimento:

  • Microsoft é cresciuta 0,94 volte il mercato (galleggia);
  • Dell una volta e mezza il mercato (é andata bene);
  • Apple é cresciuta 21 volte il mercato.

Tradotto terra terra: Steve Jobs é fottutamente bravo, il mercato firma e sottoscrive. Punto. Possiamo discutere sulla strategia, sulla loro maggiore o minore moralità , sul suo ego o sulla sua arroganza… ma il punto é che quello che ha fatto fin’ora e come lo ha fatto alla fine ha funzionato.

Io, se devo dirla tutta, preferisco mille volte una “carogna” con una visione che impone alla propria azienda e al proprio mercato, rischia e vince, piuttosto che una visione puramente strumentale, timida del mercato che ti porta a galleggiare.

Da una parte una “carogna” che ti obbliga a sopportare i costi di due migrazioni, ma convinto della qualità  del proprio prodotto ci scommette e scommette sul fatto che la propria base di utenti lo segua per poi riconoscerne la bontà  (cosa che non é proprio scontata e il mercato in questo senso é spietato).

Dall’altra un gruppetto di commerciali furbetti che hanno l’unico merito di aver venduto il Quick & Dirty OS (vedi QDOS/MS DOS) ad IBM e che per il terrore di scontentare la propria base di utenti si sono trascinati brutture per almeno 7 generazioni di sistemi operativi.

La credibilità  di Steve Jobs é in quel grafico.

Giu 12

Ho seguito con attenzione il keynote di Steve Jobs al WWDC di San Francisco.

Sto seguendo i commenti degli utenti, che come al solito mettono in piazza una guerra. Su cosa? Sul dock in prospettiva tridimensionale (che ricorda il fallito esperimento di Java Desktop di Sun Looking Glass), su cover flow, sul desktop verdino e la trasparenza della menu bar.

Ma siamo scemi o cosa?

Io vorrei che ci si rendesse conto che Mac OS X non é nato in tre anni dopo il ritorno di Jobs in Apple, ma é il frutto di uno sviluppo continuo dal 1986 quando era ancora NeXT Step: 21 anni per arrivare al sistema operativo odierno. E solo grazie a molti, moltissimi contributi dal mondo BSD lo sviluppo é potuto essere così veloce, perché proprio dal mondo BSD Unix deriva molta della sua stabilità .

Quando la comunità  ha urlato all’innovazione alla presentazione di Mac OS X nel 2001, ci si rendeva conto che alle spalle c’erano 15 anni di sviluppo? , diventati visibili praticamente in un colpo solo?? (NeXT e NeXT Step penso la conoscessimo in 10 ai tempi e sicuramente non erano utenti Mac).

Dalla release di Tiger sono passati 21 mesi. Mesi! Non anni.

Ci si aspettava un sistema operativo nuovo? Ma in che mondo? Come era fattibile? Aspettativa un po’ miope. Ci si poteva solo aspettare un update del sistema operativo, così come lo sono state le precendenti.

Inoltre Leopard le maggiori innovazioni le porta a basso livello:

  • 64 bit pieni,
  • ottimizzazione della gestione multicore a livello di sistema (tutte le applicazioni ne traggono vantaggio),
  • nuove librerie (core animation) per gli sviluppatori.

Anche solo queste tre feature “invisibili” fanno fare un salto generazionale al sistema operativo in termini di performance ed efficienza. A tutto vantaggio sia di chi sviluppa applicazioni sia di chi usa ad alto livello un Mac: editing video, fotografico, ambienti server, etc.

E queste tre feature sviluppate in 21 mesi sono un miracolo, da decine di migliaia di ore uomo di lavoro, frutto anche della collaborazione Apple e Intel.

Al WWDC Apple ha portato 1.250 ingegneri per assistere e introdurre alle nuove tecnologie 5.000 sviluppatori accorsi all’evento. I WWDC non si ferma al keynote di Steve Jobs: si faccia una veloce ricerca su YuoTube. Decine di video sui vari approfondimenti tecnici seguiti (e sempre applauditissimi) dagli sviluppatori.

Risultato: le software house tornano a sviluppare su Mac (entertainment in testa con EA e ID) e la comunità  degli sviluppatori aumenta di 200.000 persone. Conseguenza: più software, più possibilità  di scelta, più qualità  per noi utenti finali Mac.

Apple ha ottimizzato le basi del sistema operativo, per adattarlo al massimo al nuovo modo di fare hardware (multi-core e concorrenzialità  dei processi, altrimenti anche gli 8 core del Mac Pro sono poco o niente sfruttati) e per prepararsi alle applicazioni e all’interattività  del futuro.

Questo é il messaggio tra le righe del WWDC: potenzialità .

I fuochi d’artificio? Sono da cercare al MacWorld Expo, non ad una conferenza di sviluppatori.

Giu 6

La doppia intervista al D5, dopo anni, di Steve Jobs e Bill Gates ha suscitato una valanga di commenti e considerazioni, soprattutto la visione del rapporto tra hardware e software interpretato dai due giganti.

Non penso che la Apple sia mai stata solo una produttrice di computer. Tantomeno lo é dal rientro di Jobs, ancor meno dall’introduzione di iTunes e iPod.

La Apple é sempre stata orientata ad essere un’azienda il cui core business é incentrato sullo stile di vita. Questa é sempre stata la mission di Cupertino, questa é sempre stata l’idea di Jobs e i prodotti Apple nascono coerentemente a quest’idea.

Anche la primississima Apple si comportava in questo modo. Quando Jobs pensava ai primi Apple, pensava a cambiare la vita delle persone attraverso un computer che fosse utilizzabile dalle masse. Quindi, il design dell’Apple, curato direttamente da Jobs, e poi dei primi Mac e di Mac OS.

Il focus dell’azienda é ancora più chiaro esaminando la comunicazione e il marketing nell’arco di 30 anni. L’unico periodo in cui Apple ha snaturato se stessa é stato negli anni di assenza di Jobs, in cui veramente Apple cercava di vendere solo hardware + software: mancava di visione.

E ancor di più l’utenza Apple é la conferma che l’azienda stessa é focalizzata (anzi sta rafforzando) sulla sua impronta al lifestyle: la comunità  di utenti Apple e compatta, solidale, si identifica nei valori di design, qualità  e attenzione ai dettagli.

Questa é la marcia in più di Apple (e soprattutto di Steve Jobs), diversamente non si spiega come faccia Apple a sopravvivere in un mercato cannibale come il mondo hw+sw (e infatti ne 1996 stava per lascirci le penne).

Gen 29

Unix.png Nell’ultimo mese mi é capitato di sentire “Mac OS X é basato su Linux”: no, niente di più sbagliato. Mac OS X fa parte della grande famiglia dei sistemi operativi Unix, nel dettaglio del ramo che ha preso vita dallo Unix di Berkley: il BSD.

Le origini di Mac OS X risalgono a metà  degli anni 80 in quanto erede diretto di NeXT Step.

Breve parentesi storica. Nel maggio del 1985 Steve Jobs venne estromesso dalla Apple, l’anno successivo

  • acquisì la “The Graphics Group” che chiamo Pixar (da poco venduta a Walt Disney in cambio di un sostanzioso pacchetto azionario) e
  • fondò la Next Computer, nuovo tentativo di Jobs sul mercato del computing d’avanguardia.

Il progetto Next prevedeva la realizzazione di computer di fascia alta, delle workstation per intenderci. Il progetto hardware assomigliava ai Mac di quel periodo basati su processori Motorola di classe 680×0. Il sistema operativo NextStep venne realizzato a partire:

  • dal kernel Mach, microkernel sviluppato in seno alla Carnegie Mellon University;
  • dalla userland dello Unix BSD.

Su questa base vennero sviluppati i contributi orginali del gruppo di ricerca e sviluppo della Next:

  • il linguaggio di programmazione Objective-C, per un ambiente integrato ad oggetti con forti caratteristiche di modularità  e riusabilità 
  • un’interfaccia grafica basata su un motere di rendering Postscript, quindi vettoriale e indipendente da media.

Entrambe queste due caratteristiche si ritrovano in Mac OS X: Objective-C é tuttora il linguaggio preferenziale per lo sviluppo, l’interfaccia Postscript si é evoluta in Aqua in PDF (variante del PostScript).

Anche le linee guida di licensing erano già  definite sul finire degli anni ottanta: la base del sistema operativo (kernel e userland) sono sempre state open source, l’interfaccia grafica proprietaria della Next. Attualmente il progetto Darwin é il rilascio open della base di Mac OS X, da cui sono nati diversi progetti completamente open source come GNU Darwin.

NextStep vide la luce nel 1988 e girava specificatamente su hardware Next. Nel 1993 erano pronti i porting per le versioni PowerPC e Intel: questo spiega i tempi di migrazioni quasi istantanei dell’ultima evoluzione in Apple (il porting per Intel era sostanzialmente già  pronto da anni).

First_Web_Server.jpgUna curiosità  per gli amanti del web. Quando nel 1991 Tim Berners-Lee, ricercatore del CERN, inventò HTML e sviluppo il primo browser lo fece su una workstation NextCube con sistema operativo NextStep.

A causa di un grosso calo di vendite e di prodotti sbagliati, nel 1996 Steve Jobs venne richiamato in Apple, che acquisì la Next per 402 milioni di dollari: staff e know-how vennerò integrati e si posero le basi per il futuro sistema operativo della mela che venne rilasciato nel 1999 in versione server, nel 2001 la prima é più conosciuta versione desktop (Mac OS X 10.0 Cheetah).

I tentativi precendenti al ritorno di Jobs nel rinnovare il sistema operativo furono fallimentari e abbandonati: Taligent e Copland. Jobs impose l’uso di NextStep come fondazione del nuovo sistema operativo (nome in codice del progetto Rhapsody).

L’evoluzione da NextStep a Mac OS X fu sostanziosa:

  • il nuovo kernel XNU, basato sull’originale Mach, venne integrato di alcune funzionalità  monolitiche dall’ambiente BSD per ridurre i tempi di latenza classici dei micro-kernel;
  • l’interfaccia raffinata dal punto di vista grafico per il palato degli utenti Apple e portata da PostScript a PDF.

Ma la fondazione del sistema operativo resta ancora oggi di chiara derivazione NextStep: la maggior parte delle classi e delle interfacce portano un prefisso NS_ che ne indica chiaramente l’origine.