In questi giorni di G8, torno a ragionare sul futuro del nucleare e approfondisco i temi del confronto con Gabriele: proprio non riesco a convicermi che sia la strada giusta.
Qualche giorno fa mi sono imbattuto sull’articolo “La penuria di uranio condanna il nucleare” dei giornalisti svizzeri Isabelle Chevalley e Pierre Bonnard (Le Temps)… e ho capito cosa non mi quadrava.
L’uranio, tanto quanto il petrolio, il gas o il carbone, è una fonte destinata ad esaurirsi. Lampante! Ma non avevo la più pallida idea dei dati a riguardo.
Pensiamo che in questo momento nel mondo ci sono circa 450 centrali nucleari attive. Alcuni dati:
- dal 1991 non si estrae più abbastanza uranio naturale per alimentare le attuali centrali atomiche e vengono utilizzate le scorte militari (anch’esse destinate ad esaurirsi ovviamente);
- nel 2003 il raporto tra minerale estratto e quello utilizzato dalle riserve militari è andato in pari;
- le miniere di uranio non vengono completamente sfruttate, perché i costidi estrazione sono eccessivi;
- i nuovi giacimenti sono sempre meno ricchi.
Proprio per questa sempre maggiore penuria di materia prima, il costo dell’uranio è passato da 7 a 75 dollari alla libbra.
Consideriamo che quello estratto è uranio naturale e di questo solo lo 0,7% è uranio 235, l’unico utile per innescare e alimentare la fissione. Il procedimento per trasformare l’uranio naturale in uranio 235 richiede tantissima energia: in Francia si utilizzano altre centrali nucleari, negli States centrali a carbone!
Ma gli scienziati ci dicono che nel mare c’è tantissimo uranio naturale, circa 3 milligrammi per metro cubo!! Il problema è che per pompare, estrarre ed arrichire le 155 tonnellate/anno necessarie al funzionamento di una centrale nuclere da 1.220 MW (come quella di Leibstadt) sarebbero necessari 52 miliardi di metri cubi d’acqua (due terzi del lago di Ginevra) e richiederebbe tutta l’energia prodotta dalla centrale.
Non so se è una cosa particolarmente furba…
Inoltre i maggiori produttori di uranio sono Russia, Nigeria, Namibia, Kazakistan, Australia e Canada. Siamo sicuri di volerci nuovamente legare mani e piedi ad un nuovo piccolo cartello? Non ci ha insegnato nulla il petrolio?
E dal G8 sento che si voglio costruire nuove 1.000 centrali nucleari! Ma siamo sicuri? Vogliamo di nuovo buttare miliardi di euro in una tecnologia che vede già grossi limiti da qui a 10/20 anni? Mi viene il dubbio che si voglia sfruttare l’attuale panico da energia per arricchire l’ennesima lobby.
Manolo segnala un interessantissimo articolo che parte a ragionare dal petrolio e dall’attuale crisi, per arrivare alla teorizzazione di un nuovo (antico in realtà) modello di produzione dell’energia: lettura assolutamente consigliata.