Gen 19

Per anni mi sono rifiutato di utilizzare un telefono cellulare che facesse troppo più che chiamate e invio sms.

Non per ristrettezza di vedute, al contrario perché sapevo che avendo un dispositivo mobile di ultima generazione mi sarei scontrato con la mia insana curiosità : sperimentare i servizi di connettività , navigare con Opera Mini, leggere RSS e controllare email, installare tonnellate di applicazioni Java.

Nell’arco di poco più di sei mesi, un po’ per lavoro un po’ per sfizio, ho ceduto alla tentazione:

  • prima un ottimo i-mate K-JAM,
  • poi un galattico Sony Ericsson K800i (grandiosa la fotocamera!).

Alla fine é andata come pensavo e ora mi ritrovo smanettone pda. Ho resistito solo alle video-chiamate, che trovo ancora immorali. Ma forse perché sono fotogenico come un tubero isterico.

Mondo affascinante e pensando a questi accrocchietti, toccando con mano la “potenza di fuoco” che possono esprimere, riflettendo sul significato di terminale mobile, lumando le capacità  dell’iPhone mi sono trovato ad affrontare una domanda: a quando i server portatili?

Pensateci bene:

  • la miniaturizzazione porterà  a dispositivi sempre più performanti e con capacità  di storage sempre maggiori;
  • le nuove tecnologie per le batterie ne accresceranno l’autonomia;
  • lo sviluppo e l’accesso di servizi mobile sempre più evoluti si concretizzeranno in costi di connettività  sempre più bassi e velocità  di trasmissione sempre più elevate.

Già  ora sono sul mercato palmari e smartphone con processori Risc da 500Mhz e oltre: roba che si vedeva nelle farm qualche anno fa compresse da una rack a 19″ in 300 grammi di peso in mano.

Ti porti in tasca il tuo server web, installata la tua istanza di Wordpress e pubblichi.

Intanto il GPS integrato traccia la tua posizione nel mondo.

Scatti una foto con la fotocamera integrata da 8 megapixel e viene salvata diretamente su Flickr e “posizionata”.

Gli RSS che leggi sono filtrati sulla base delle tue preferenze e su dove ti trovi.

Google Map si ricorda l’elenco delle tue preferenze e ogni volta che ti avvicini ad una location che presume t’interessi ti avvisa.

Il microfono del device é sintonizzato sulla tua frequenza cardiaca: se stai male ti avverte con un bip di allarme, ti lascia cinque secondi per annullare, poi chiama l’ambulanza notificando automaticamente dove sei.

E potrai ancora telefonare: incredibile! Ovviamete in VoIP.

Connected life…

Nov 30

Esco dal seminato per avventurarmi nel mondo delle console.

In questi giorni sono uscite due console di nuova generazione: la tanto attesa Play Station 3 di Sony e la Nintendo Wii, che vanno a raggiungere la Xbox 360.

PS3 e Xbox 360 hanno puntato tutte sulle avanzatissime caratteristiche hardware: processori multicore spettacolari, grafica hdtv, hard-disk, conettività  wifi, bluetooth e usb. La sfilza di caratteristiche hardware di alto profilo si spreca. Tolti i muscoli, PS3 e Xbox a mio avviso non stupiscono su nessun fronte, se non forse per il prezzo.
Nintendo ha messo sul mercato una console meno “muscolosa”, economicamente più abbordabile e ha scommesso tutto sul controller: addio vecchio pad, innoviamo l’esperienza di gioco. Inutile spiegare il funzionamento del nuovo pad Nintendo, molto meglio vedere le facce di chi lo ha sperimentato per la prima volta.

La mia opinione: entusiasmante, soprattutto quando si riesce a far giocare a golf anche un coppia di vecchietti giapponesi!

Le ricadute del nuovo controller non si fermano qui. Ogni console moderna che si rispetti deve potersi connettersi ad internet in modo che utenti geograficamente distanti possano giocare insieme: la viralità  secondo il mondo console.

Con un piccolo sforzo si aggiunge un browser nel pacchetto di base della console, così se proprio voglio posso anche navigare: insieme a cellulari, smartphone, pda, le console sono nuovi device che si affacciano ad internet diversificando la user-experience.

Navigare con la nuova Nintendo Wii: guardare per credere!

Questo non impone un’attenta riflessione sulle interfacce del futuro. Un web pervasivo probabilmente produrrà  una sempre maggior differenziazione della user experience. E’ profondamente diverso navigare attraverso

  • una televisione e il suo telecomando,
  • un device portatile come cellulare, smartphone o pda,
  • una console
  • un normale personal computer.

Anche la predisposizione alla navigazione dell’utente cambia a seconda del mezzo, perché cambia il contesto: diverso é navigare dalla postazione aziendale rispetto a navigare con il Nintendo Wii comodamente stravaccati in poltrona o addirittura da cellulare mentre si trova su un autobus affollato.

In azienda da qualche tempo c’é una discussione in corso su questi temi. Sicuramente, dopo una iniziale eterogeneità  del software e delle sue capacità  nel navigare (un cellulare non é in grado di visualizzare i siti bene come un normale pc per esempio), le tecnologie si allineeranno.

La differenza sostanziale che rimarrà  e sarà  identificabile attraverso il device con cui l’utente naviga é la sua predisposizione emotiva, la sua capacità  di recepire meglio alcuni contenuti piuttosto che altri, l’attenzione che l’utente é in grado di mettere a disposizione della navigazione e così via.

E il maketing web, sempre più fortemente orientato ad una comunicazione one to one, si adatterà  e userà  queste informazioni e profili per ottimizzare al meglio comunicazione e messaggi.

Web 3.0 (o 4.0) si annuncia con alcuni timidi vagiti.