Set 11

Bell’articolo su MelaBlog. Capisco benissimo il punto espresso su PCWord da Elgan e vorrei fossero un po’ più di mente aperta sia i sostenitori che i detrattori di Apple.

Nelle corde di visionario di Steve Jobs c’é quell’arroganza e quella presunziona che lo portano a creare un mercato, prenderlo in mano, farlo proprio e guidarlo: niente di male, é semplicemente l’altro lato della medaglia delle chiarissime qualità  del manager di Cupertino.

Per quanto riguarda i sostenitori della Apple, nessuno critica la qualità  espressa dai prodotti della mela. Ma un monopolio, per quanto di buona qualità  e pu sempre una prigione per il cliente finale… poco importa se la prigione sia dorata o quanto sia dorata.

E sopratto é nelle possibilità  di Apple agire in questo modo, ovvero puntando a massimizzare il più possibile il proprio business. Come si fa a biasimare? Apple non é una onlus, non una fondazione. Apple é una azienda commerciale e ha il dovere di perseguire al meglio i propri interessi.

Un paragone veloce. Ci sarebbe da preoccuparsi anche di Google, che di fatto domina il mercato dei motori di ricerca, dell’advertising online e sempre più delle applicazioni web. Viene percepito molto meno pericoloso perché ha atteggiamenti di minor arroganza e prepotenza: nessuno ti obbliga ad utilizzare i servizi elargiti da Google.

Ciò non toglie che Google sia fondamentale e pervasivo nella nostra percezione della rete e può essere obiettivamente pericoloso. Ma si può biasimare Google perché cerca i migliori risulati per se stessa?

Il problema non é legato alle aziende, ma all’ecosistema in cui agiscono. Il capitalismo moderno non permette ad un’azienda di stare ferma, di non crescere: equivale a fallire. Un’azienda per avere successo deve puntare:

  • a creare il proprio mercato;
  • ad espanderlo il più possibile;
  • nel frattempo massimizzare le rendite che può ottenere dal proprio mercato;
  • cannibalizzarlo rendendo costantemente obsoleti l’azienda stessa, i propri servizi e i propri prodotti.

Di contro il capitalismo non é un sistema feudale in cui la corporate é il feudatario e i clienti (il mercato) i servi della gleba. In un mercato libero, un azienda non é mai completamente proprietaria del proprio mercato.

Come sempre il mercato alla fine sarà  metro e misura. E se l’azione di Apple diventasse esagerata e insopportabile per il mercato, si creerà  automaticamente la nicchia per coltivare e far emergere un’alternativa. Capita in continuazione, ci saranno una o più altre aziende pronte a attaccare il monopolio e a prendere il posto di Apple.

Detto questo, si ricomicerà  da capo… uguale uguale… solo con nuovi player.

Giu 18

La sensazione che Microsoft da qualche anno a questa parte sia un po’ a corto di creatività , diventa sempre più forte: Mediaroom é la risposta a AppleTV.

Vorrei ricordare che:

  • Zune era la risposta ad iPod,
  • con MSN e relativo motore di ricerca hanno cercato di controbattere a Google e ai servizi web 2.0,
  • con Xbox sono entrati nel mondo delle console dominato Sony e Nintendo.

Non voglio alimentare polemiche dicendo che Vista ha copiato a piene mani da Mac Os X, non é vero.

Tutti sappiamo che Microsoft tenta da anni di ridimensionare il fenomeno Linux attraverso gli attacchi su eventuali brevetti violati o con campagne a discredito del sistema operativo open source.

Delle iniziative commerciali di cui sopra nessuna ha avuto grande successo, se non XBox. Il successo di XBox penso sia principalmente dovuto alla immediata disponibilità  di moltissimi titoli grazie all’incredibile somiglianza ad un normale personal computer Windows.

Anche il fenomeno XBox é stato ultimamente ridimensionato da Wii di Nintendo, che ha portato nel mondo delle console innovazioni concrete (in questo momento la console della Nintendo vende quasi tre volte più di quella di MS).

Microsoft non ha mai avuto nel proprio dna innovazione e qualità : fin dai primordi quando vendette ad IBM l’MS-DOS, il QDOS (quick and dirty operating system) acquistato a Tim Patterson per 50.000 dollari (prima del colpaccio MS era agonizzante).

Onore al merito commerciale di Bill Gates, che intuì anche le potenzialità  dell’accordo su licenza non esclusiva e che costituì la fondazione del successo universale della software house.

Ma anche questo slancio sembra perso. Ho la sensazione che Microsoft entri in competizione con altri player in ritardo, senza avere delle idee concrete o una strategia compatta (o é una strategia che proprio non riesco a capire): continua ad essere un’azienda orientata al prodotto piuttosto che dare una svolta e verso servizi di cui hardware e software sono quasi sempre solo veicoli.

Mi spiego con due esempi.

Google ha fatto crescere miriadi di servizi a favore dell’utente intorno al motore di ricerca, tutti estremamente interconnessi: dall’advertising, alla gestione e analisi dei siti e della navigazione, alle mail, la geolocalizzazione. Tutti servizi che prendono forza dal motore di ricerca e hanno feedback positivi importantissimi sul motore di ricerca stesso.

Apple sta diventando sempre più una media company legata al life style, orientata sempre più alla distribuzione di cui punta a completare al filiera. Per farla facile, i contenuti audio/video di iTunes vengono distribuiti attraverso gli iPod, i Mac, AppleTV, a breve iPhone. I settori chiave (produttività , mobilità  ed tempo libero) sono presidiati in modo concreto, omogeneo e riconoscibile.

Non vedo fare altrettando da Microsoft, che mi sembra invece perdere costantemente possibilità  e non essere riuscita ad adattarsi ai sostanziali cambiamenti di mercato degli ultimi anni.