Michele Trecate é un fotografo e appassionato vercellese. La sua attività sulla rete é notevole: ha dato vita a Vercellink e al suo blog personale sulla fotografia.
L’abbattimento da parte di Apple del prezzo dell’iPhone e l’uscita dal mercato del modello da 4GB ha causato non poche perplessità agli investitori.
Analizzando brevemente il titolo AAPL si può notare: come l’aspettativa nei giorni antecedenti al Keynote aveva fatto crescere la quotazione (fino al 4 settembre); immediatamente dopo un calo; la ripresa a partire dall’8 settembre dopo la diffusione dei dati di vendita.
Come riportato da MelaBlog, il taglio del prezzo ha letteralmente triplicato le vendite, comportando:
- il minor costo per l’utente finale;
- un allargamento sostanziale del mercato dell’iPhone;
- maggiori introiti per Apple.
Insomma… un affarone per tutti, tranne gli utenti che hanno acquistato l’iPhone nei sui primi 70 giorni sul mercato.
I first-time-buyers a mio avviso hanno esagerato nell’emotività e compulsività dell’acquisto. Un taglio di 200 dollari (su 600) dopo poco più di due mesi é molto, ma nel mondo delle tecnologie:
- evitare di acquistare/adottare una nuova tecnologia appena messa sul mercato, spesso presenta problemi e non é completa di tutte le sue feature potenziali;
- per avere il miglior rapporto novità /prezzo magari aspettare 3/6 mesi.
Negli ultimi mesi sono stato molto concentrato sulla realizzazione della nuova interfaccia di gestione del nostro CMS t.nes. Spero di poter fare una panoramica al più presto.
L’ultima fatica é stata realizzare un widget per la composizione di questionari. I requisiti, beno o male i soliti: facile e veloce da utilizzare. Ogni risposta può essere vera o falsa.
Tutto il front-end di amministrazione é stato scritto basandomi sulle ottime YUI ed estendendone le funzionalità . Il widget per la composizione dei questionari ha seguito la stessa linea di sviluppo con una particolare attenzione all’editing in-line.
Il risultato é stato soddisfacente, riuscendo ad ottenere un widget che lavora in modo totalmente asincrono per le sue funzionalità (creazione, modifica, cancellazione) sia sulle domande che sulle risposte. Mancano ancora un paio di dettagli da implementare:
- segnalazione dello stato di caricamente durante le chiamate XMLHttpRequest,
- drag & drop per poter riordinare domande e risposte,
- debugging.
Di seguito un breve screencast che mostra il funzionamento del nuovo widget.
Le stampanti in grado di creare modelli tridimensionali esistono da parecchio tempo, ma a costi assolutamente proibitivi. Penso di aver visto la prima recensione su MC Microcomputer in tempi ormai antichissimi e di esserne rimasto affascinato.
Ora Desktop Factory annuncia la prima stampante 3D economica: 4.995 dollari, circa 3.700 euro. E’ ancora molto, ma non male… veramente non male. Può creare oggetti la cui dimensione massima é di 13 cm nelle tre dimensioni. La “risoluzione” é di circa 2,5 millimetri (la tridimensionalità é ottenuta dalla sovrapposizione di strati appunto di 2,5 millimentri).
Mi viene già in mente almeno un amico che ci farebbe un pensierino.
Piccolo bilancio via Analytics di questi primi nove mesi di blogging… a singhiozzi. La cosa che mi ha fatto sicuramente più piacere é che i miei lettori preferiscono Firefox.

Sommando i browser basati su Gecko (Firefox, Mozilla e Camino), si ottiene un favoloso 71,31%.
Internet Exploder (com’é affettuosamente soprannominato qui in ufficio) si piazza al secondo posto con il 22,96%.
Poi i browser di derivazione KHTML (Safari e Konqueror) al 3,9% e fanalino di coda Opera al 1,65%.
Purtroppo i sistemi Windows sono ancora troppi… ma non si può avere tutto.
Bell’articolo su MelaBlog. Capisco benissimo il punto espresso su PCWord da Elgan e vorrei fossero un po’ più di mente aperta sia i sostenitori che i detrattori di Apple.
Nelle corde di visionario di Steve Jobs c’é quell’arroganza e quella presunziona che lo portano a creare un mercato, prenderlo in mano, farlo proprio e guidarlo: niente di male, é semplicemente l’altro lato della medaglia delle chiarissime qualità del manager di Cupertino.
Per quanto riguarda i sostenitori della Apple, nessuno critica la qualità espressa dai prodotti della mela. Ma un monopolio, per quanto di buona qualità e pu sempre una prigione per il cliente finale… poco importa se la prigione sia dorata o quanto sia dorata.
E sopratto é nelle possibilità di Apple agire in questo modo, ovvero puntando a massimizzare il più possibile il proprio business. Come si fa a biasimare? Apple non é una onlus, non una fondazione. Apple é una azienda commerciale e ha il dovere di perseguire al meglio i propri interessi.
Un paragone veloce. Ci sarebbe da preoccuparsi anche di Google, che di fatto domina il mercato dei motori di ricerca, dell’advertising online e sempre più delle applicazioni web. Viene percepito molto meno pericoloso perché ha atteggiamenti di minor arroganza e prepotenza: nessuno ti obbliga ad utilizzare i servizi elargiti da Google.
Ciò non toglie che Google sia fondamentale e pervasivo nella nostra percezione della rete e può essere obiettivamente pericoloso. Ma si può biasimare Google perché cerca i migliori risulati per se stessa?
Il problema non é legato alle aziende, ma all’ecosistema in cui agiscono. Il capitalismo moderno non permette ad un’azienda di stare ferma, di non crescere: equivale a fallire. Un’azienda per avere successo deve puntare:
- a creare il proprio mercato;
- ad espanderlo il più possibile;
- nel frattempo massimizzare le rendite che può ottenere dal proprio mercato;
- cannibalizzarlo rendendo costantemente obsoleti l’azienda stessa, i propri servizi e i propri prodotti.
Di contro il capitalismo non é un sistema feudale in cui la corporate é il feudatario e i clienti (il mercato) i servi della gleba. In un mercato libero, un azienda non é mai completamente proprietaria del proprio mercato.
Come sempre il mercato alla fine sarà metro e misura. E se l’azione di Apple diventasse esagerata e insopportabile per il mercato, si creerà automaticamente la nicchia per coltivare e far emergere un’alternativa. Capita in continuazione, ci saranno una o più altre aziende pronte a attaccare il monopolio e a prendere il posto di Apple.
Detto questo, si ricomicerà da capo… uguale uguale… solo con nuovi player.
Ogni volta che Steve Jobs appare ad un keynote per presentare le novità di turno, segue un pandemonio che sinceramente non capisco. Il punto di maggior discussione a questo round é il deprezzamento dell’iPhone da $599 a $399.
Non mi interessa tanto indagare il perché di questa operazione della Apple: si entra nel campo delle ipotesi e delle illazioni più o meno vere. Apple é un’azienda e, nel bene o nel male, può decidere autonomamente come operare.
Piuttosto che di Apple in questo caso si parla di Steve Jobs. Si perché é lui il padre-padrone dell’azienda. Come giustamente riporta Matteo, Jobs non é nuovo a questo tipo di operazioni al limite, se non ben oltre, il rispetto per i propri clienti/base di utenza affezionata o nuova.
Basti pensare che nell’arco di poco più di 5 anni, gli utenti Mac storici si sono dovuti sorbire due migrazioni importanti: dal vecchio Mac OS 9 a Mac OS X, dalla piattaforma PowerPC a quella Intel. Migrazioni che sono andate a pescare nelle tasche proprio di quegli utenti affezionati che: sono stati forzati a sobbarcarsi i costi di aggiornare software non più compatibile per due volte o che da un giorno all’altro hanno visto il loro Mac diventare obsoleto.
Steve Jobs é una “carogna”, non si fa grossi scrupoli: ha una visione e la impone al mercato. Può farlo perché ha un ego enorme ed é abbastanza arrogante da dire “so io quello di cui c’é bisogno ora, adeguati”.
Visto che Steve Jobs é assolutamente centrale in e per Apple, questo suo modo di essere e le sue strategie hanno un unico vero e insidacabile giudice: il mercato.
Mi sono preso la briga di utilizzare l’ottimo Yahoo Finace per fare una rapida analisi, anche in confronto con il mercato e la concorrenza. Questo é il risultato.
Ho preso in considerazione:
- il periodo a partire da ‘97 ad oggi, quindi dal rientro di Jobs in Apple (ai tempi sull’orlo del fallimento) a oggi;
- il titolo Apple (AAPL in blu);
- l’indice del mercato di riferimento (il NASDAQ in rosso);
- il titolo Microsoft, in qualità di concorrente per software/sitema operativo (MSFT in verde);
- il titolo Dell, in qualità di concorrente nella produzione di personal computer (DELL in giallo).
I risultati sono chiarissimi, dal 1997 a oggi:
- il mercato é cresciuto del 160% circa;
- Microsoft del 161,5%;
- Dell del 243,5%;
- Apple del 3.460%!
Proporzionado i valori rispetto al mercato di riferimento:
- Microsoft é cresciuta 0,94 volte il mercato (galleggia);
- Dell una volta e mezza il mercato (é andata bene);
- Apple é cresciuta 21 volte il mercato.
Tradotto terra terra: Steve Jobs é fottutamente bravo, il mercato firma e sottoscrive. Punto. Possiamo discutere sulla strategia, sulla loro maggiore o minore moralità , sul suo ego o sulla sua arroganza… ma il punto é che quello che ha fatto fin’ora e come lo ha fatto alla fine ha funzionato.
Io, se devo dirla tutta, preferisco mille volte una “carogna” con una visione che impone alla propria azienda e al proprio mercato, rischia e vince, piuttosto che una visione puramente strumentale, timida del mercato che ti porta a galleggiare.
Da una parte una “carogna” che ti obbliga a sopportare i costi di due migrazioni, ma convinto della qualità del proprio prodotto ci scommette e scommette sul fatto che la propria base di utenti lo segua per poi riconoscerne la bontà (cosa che non é proprio scontata e il mercato in questo senso é spietato).
Dall’altra un gruppetto di commerciali furbetti che hanno l’unico merito di aver venduto il Quick & Dirty OS (vedi QDOS/MS DOS) ad IBM e che per il terrore di scontentare la propria base di utenti si sono trascinati brutture per almeno 7 generazioni di sistemi operativi.
La credibilità di Steve Jobs é in quel grafico.
Sting, Copeland, Summers… quei Police!
Io ero piccolo quando sono diventati famosi e la loro musica ha invaso il mondo. I miei genitori, al tempo poco più che ventenni, tutte le sere addormentavano mio fratello minore sui ritmi della canzoni della band inglese.
Accucciato nel letto, rimanevo sveglio il più possibile incantato dalla loro musica. Così sono entrati nel mio dna, si sono stampati a fuoco nella mia mentalità musicale. Le loro canzoni sono diventate amiche calde ed avvolgenti che non mi stancherei mai di risentire.
Il 2 ottobre sono a Torino: é tempo di reunion. E non ho intenzione di lasciarmeli scappare, si va al Delle Alpi!
Ultima cosa… il mio Police preferito é sempre stato Steward Copeland.
Marco é stato uno dei miei primissimi clienti: si parla del 1999, quando Blue Studio era “due persone in un quasi-garage”. Un anno e mezzo fa mi ha chiesto di mettere offline il sito della sua attività , che stava traslocando. Poi tantissimi problemi.
Ieri Marco ha telefonato, poi é venuto a trovarci in azienda: sito da pubblicare nuovamente alcuni aggiornamenti da fare.
Marco e la sua Modelleria Artistica sono di nuovo in attività … di nuovo online. Ed é stato come ritrovare un vecchio amico che ti ha accompagnato nell’arco di una vita professionale.
Il sito, nel suo impianto generale, é sempre lo stesso concepito nel lontanissimo ‘99: sono passate intere internet-ere, ma a Marco piace ancora.
Da un mesetto abbondante la comuntà dei vercellesi online é cresciuta ancora: bLogMyLife.
E sopratutto, congratulazioni per la “convolata”!