Ogni volta che Steve Jobs appare ad un keynote per presentare le novità di turno, segue un pandemonio che sinceramente non capisco. Il punto di maggior discussione a questo round é il deprezzamento dell’iPhone da $599 a $399.
Non mi interessa tanto indagare il perché di questa operazione della Apple: si entra nel campo delle ipotesi e delle illazioni più o meno vere. Apple é un’azienda e, nel bene o nel male, può decidere autonomamente come operare.
Piuttosto che di Apple in questo caso si parla di Steve Jobs. Si perché é lui il padre-padrone dell’azienda. Come giustamente riporta Matteo, Jobs non é nuovo a questo tipo di operazioni al limite, se non ben oltre, il rispetto per i propri clienti/base di utenza affezionata o nuova.
Basti pensare che nell’arco di poco più di 5 anni, gli utenti Mac storici si sono dovuti sorbire due migrazioni importanti: dal vecchio Mac OS 9 a Mac OS X, dalla piattaforma PowerPC a quella Intel. Migrazioni che sono andate a pescare nelle tasche proprio di quegli utenti affezionati che: sono stati forzati a sobbarcarsi i costi di aggiornare software non più compatibile per due volte o che da un giorno all’altro hanno visto il loro Mac diventare obsoleto.
Steve Jobs é una “carogna”, non si fa grossi scrupoli: ha una visione e la impone al mercato. Può farlo perché ha un ego enorme ed é abbastanza arrogante da dire “so io quello di cui c’é bisogno ora, adeguati”.
Visto che Steve Jobs é assolutamente centrale in e per Apple, questo suo modo di essere e le sue strategie hanno un unico vero e insidacabile giudice: il mercato.
Mi sono preso la briga di utilizzare l’ottimo Yahoo Finace per fare una rapida analisi, anche in confronto con il mercato e la concorrenza. Questo é il risultato.
Ho preso in considerazione:
- il periodo a partire da ‘97 ad oggi, quindi dal rientro di Jobs in Apple (ai tempi sull’orlo del fallimento) a oggi;
- il titolo Apple (AAPL in blu);
- l’indice del mercato di riferimento (il NASDAQ in rosso);
- il titolo Microsoft, in qualità di concorrente per software/sitema operativo (MSFT in verde);
- il titolo Dell, in qualità di concorrente nella produzione di personal computer (DELL in giallo).
I risultati sono chiarissimi, dal 1997 a oggi:
- il mercato é cresciuto del 160% circa;
- Microsoft del 161,5%;
- Dell del 243,5%;
- Apple del 3.460%!
Proporzionado i valori rispetto al mercato di riferimento:
- Microsoft é cresciuta 0,94 volte il mercato (galleggia);
- Dell una volta e mezza il mercato (é andata bene);
- Apple é cresciuta 21 volte il mercato.
Tradotto terra terra: Steve Jobs é fottutamente bravo, il mercato firma e sottoscrive. Punto. Possiamo discutere sulla strategia, sulla loro maggiore o minore moralità , sul suo ego o sulla sua arroganza… ma il punto é che quello che ha fatto fin’ora e come lo ha fatto alla fine ha funzionato.
Io, se devo dirla tutta, preferisco mille volte una “carogna” con una visione che impone alla propria azienda e al proprio mercato, rischia e vince, piuttosto che una visione puramente strumentale, timida del mercato che ti porta a galleggiare.
Da una parte una “carogna” che ti obbliga a sopportare i costi di due migrazioni, ma convinto della qualità del proprio prodotto ci scommette e scommette sul fatto che la propria base di utenti lo segua per poi riconoscerne la bontà (cosa che non é proprio scontata e il mercato in questo senso é spietato).
Dall’altra un gruppetto di commerciali furbetti che hanno l’unico merito di aver venduto il Quick & Dirty OS (vedi QDOS/MS DOS) ad IBM e che per il terrore di scontentare la propria base di utenti si sono trascinati brutture per almeno 7 generazioni di sistemi operativi.
La credibilità di Steve Jobs é in quel grafico.