Preoccupazione euro

L’euro tanto forte rispetto al dollaro é fonte di grande preoccupazione. Sulla ripresa del biglietto verde a breve termine si sono manifestate opinioni discordanti: io personalmente temo fortemente che la crisi dei mutui americani e rating di crescita dell’economia a stelle e strisce rivisti al ribasso, porteranno ad un ulteriore rafforzamento del dollaro.

Il quadro aggrava sempre più le esportazioni italiane al di fuori dell’eurozona, che sono principalmente verso gli States e le economie asiatiche (che per motivi storici e non) utilizzano valute aggangiate al dollaro.

Le quote dei prodotti, di norma finiti e pregiati, destinati alle economie di area dollaro non sono poche. Mercati come la Cina, che fino all’anno scorso sembrava dover mettere ko molti settori industriali italiani, é ora diventato un discreto mercato perché:

  • la Cina continua a crescere talmente velocemente da non riusscire ad assolvere a tutte le sue esigenze;
  • perché l’aumento della qualità  della vita sta creando i mercati del lusso classici del nostro artigianato industriale di alto livello.

Osservato questo, nel complesso degli scambi, le esportazioni italiane verso le economie asiatiche sono briciole.

Il rapporto tra import ed export dell’area euro é praticamente pari. L’Europa ad oggi é un’entità  autoreferenziale, che si é creata qualche sbocco commerciale (sia dal punto di vista dei mercati che delle risorse lavorative) integrando le nazioni orientali.

Discorso a parte sono la Germania, che ha ripreso il suo ruolo di locomotiva economica europea, e l’Inghilterra, che in ogni caso dal punto di vista valutario va per conto proprio.

Come Europa stiamo facendo anche una misera figura di fronte ad una Turchia, di cui l’Europa ha sempre più bisogno come mercato di sbocco. Passano gli anni e la Turchia cresce a ritmi quasi cinesi e ha sempre meno bisogno dell’Europa. Mah…

Inoltre ho una pessima sensazione riguardo l’economia cinese: la situazione é molto meno rosea di quanto non possa sembrare ad osservarla dall’altra parte del globo.

  • Gli attriti sociali aumentano in modo esponenziale per il divario che si sta creando tra campagne e città  e tra chi in città  ha fatto il “botto” e chi tira a campare in palazzoni di cartone lavorando 14 ore al giorno per 26 giorni al mese.
  • Non é prevedibile per quanto tempo il precario equilibrio tra la dittatura politica e un’economia eccessivamente liberista riesca a mantenersi.
  • Si sente già  puzza di investimenti immobiliari colossali andati totalmente a vuoto (molti dei nuovi super-grattaciali sono letteralmente disabitati).

E non é pensabile che la neo-economia cinese sia esente dai normali stop ed assestamenti, da quei punti di rottura che sono tanto più forti quanto importanti le velocità  e le masse economiche in gioco. Basta ricordarsi la crisi delle economie asiatiche tra fine anni ottanta e inizio novanta.

La crescita cinese non mi ha mai convinto. Ancor meno la “corsa” alla Cina, mi sembra una situazione complessivamente pericolosa… molto pericolosa.

Concludo.

Le sensazioni che si ricavano da questi due fattori, per le esportazioni e l’economia italiana, sono di previsione al ribasso e un ulteriore rallentamento in quei settori industriali che esportano nell’aree legate al dollaro o che si basano sull’acquisto di materie prime sempre più rare e costose perché cannibalizzate dalla crescita di un’economia cinese fondamentalmente a rischio.

5 Responses

  1. Matteo Says:

    Con l\’euro é una gioia per tutti

  2. Matteo Says:

    Test testolino

  3. Matteo Says:

    Test con l’apostrofo

  4. Marco Says:

    Ciao Fede, un abbraccio…

  5. rob Says:

    Mal di Italia…
    Ma del nostro bel paese vogliamo parlare? Vero é che non facciamo altro che lamentarcene, ma é anche vero che la situazione é dannatamente preoccupante. Precariato e condizioni economiche da fame stanno alimentando mai sopiti conflitti sociali che assumono di volta in volta le sembianze di un ultra, un no global o un naziskin. Stiamo producendo e rigenerando la società  del disagio, parafrasando Bauman.
    E del domani non solo sono preoccupata, ma anche timoroso. Oltre che profondamente incazzato.
    Ho appena dato un\’occhiata a tg realesse, volevo informarmi un po\’ sul settore immobiliare…
    Noi dobbiamo tribolare anche per le cose più elementari come la portabilità  dei mutui e altri vanno in giro a spendere e spandere realizzando nuovi record, come quello del magnate russo che ha comprato un appartamento nel cuore di NY al prezzo più alto mai sborsato per un immobile.

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