Set 27

L’euro tanto forte rispetto al dollaro é fonte di grande preoccupazione. Sulla ripresa del biglietto verde a breve termine si sono manifestate opinioni discordanti: io personalmente temo fortemente che la crisi dei mutui americani e rating di crescita dell’economia a stelle e strisce rivisti al ribasso, porteranno ad un ulteriore rafforzamento del dollaro.

Il quadro aggrava sempre più le esportazioni italiane al di fuori dell’eurozona, che sono principalmente verso gli States e le economie asiatiche (che per motivi storici e non) utilizzano valute aggangiate al dollaro.

Le quote dei prodotti, di norma finiti e pregiati, destinati alle economie di area dollaro non sono poche. Mercati come la Cina, che fino all’anno scorso sembrava dover mettere ko molti settori industriali italiani, é ora diventato un discreto mercato perché:

  • la Cina continua a crescere talmente velocemente da non riusscire ad assolvere a tutte le sue esigenze;
  • perché l’aumento della qualità  della vita sta creando i mercati del lusso classici del nostro artigianato industriale di alto livello.

Osservato questo, nel complesso degli scambi, le esportazioni italiane verso le economie asiatiche sono briciole.

Il rapporto tra import ed export dell’area euro é praticamente pari. L’Europa ad oggi é un’entità  autoreferenziale, che si é creata qualche sbocco commerciale (sia dal punto di vista dei mercati che delle risorse lavorative) integrando le nazioni orientali.

Discorso a parte sono la Germania, che ha ripreso il suo ruolo di locomotiva economica europea, e l’Inghilterra, che in ogni caso dal punto di vista valutario va per conto proprio.

Come Europa stiamo facendo anche una misera figura di fronte ad una Turchia, di cui l’Europa ha sempre più bisogno come mercato di sbocco. Passano gli anni e la Turchia cresce a ritmi quasi cinesi e ha sempre meno bisogno dell’Europa. Mah…

Inoltre ho una pessima sensazione riguardo l’economia cinese: la situazione é molto meno rosea di quanto non possa sembrare ad osservarla dall’altra parte del globo.

  • Gli attriti sociali aumentano in modo esponenziale per il divario che si sta creando tra campagne e città  e tra chi in città  ha fatto il “botto” e chi tira a campare in palazzoni di cartone lavorando 14 ore al giorno per 26 giorni al mese.
  • Non é prevedibile per quanto tempo il precario equilibrio tra la dittatura politica e un’economia eccessivamente liberista riesca a mantenersi.
  • Si sente già  puzza di investimenti immobiliari colossali andati totalmente a vuoto (molti dei nuovi super-grattaciali sono letteralmente disabitati).

E non é pensabile che la neo-economia cinese sia esente dai normali stop ed assestamenti, da quei punti di rottura che sono tanto più forti quanto importanti le velocità  e le masse economiche in gioco. Basta ricordarsi la crisi delle economie asiatiche tra fine anni ottanta e inizio novanta.

La crescita cinese non mi ha mai convinto. Ancor meno la “corsa” alla Cina, mi sembra una situazione complessivamente pericolosa… molto pericolosa.

Concludo.

Le sensazioni che si ricavano da questi due fattori, per le esportazioni e l’economia italiana, sono di previsione al ribasso e un ulteriore rallentamento in quei settori industriali che esportano nell’aree legate al dollaro o che si basano sull’acquisto di materie prime sempre più rare e costose perché cannibalizzate dalla crescita di un’economia cinese fondamentalmente a rischio.

Set 24
CVD

Mi limito a segnalare il post da ilMac.net “Wall Street: massimo storico per AAPL“: quota 150 $ raggiunta. Per il resto, é tutto nei post precedenti.

Set 24

L’iniziativa “One Laptop Per Child” di Nicholas Negroponte si arricchisce di una carinissima iniziativa.

Finalmente in commercio, dal 12 novembre l’acquisto dell’OLPC sarà  aperto a tutti, con una clausola: per un OLPC che compri ne regali uno destinato ad una nazione destinataria del progetto.

Per l’acquisto, o donazioni, il sito di riferimento é www.xogiving.org.

Set 18

Sabato scorso si preannuciava un deserto televisivo.

Un po’ a corto di risorse, faccio un salto da Blockbuster e raccatto “Notte prima degli esami (Oggi)“. Torno a casa, spaparanzamento divanesco con Elisa e buona visione!

Due osservazioni:

  • a entrambi é piaciuta maggiormente la prima puntata;
  • penso non ci sia confronto tra Faletti e Panariello… molto meglio Faletti;
  • é terribilmente ingiusto che, per la seconda volta, Luca abbia snobbato (questa volta malamente) Alice.

Spero di cuore che nella prossima puntata, probabilmente “Notte prima degli esami (Tra vent’anni)”, Alice tiri letteralmente scemo quel cretino di Luca.

Punto.

Set 17

Avventura per Marco e Fulvio:

Set 16

Michele Trecate é un fotografo e appassionato vercellese. La sua attività  sulla rete é notevole: ha dato vita a Vercellink e al suo blog personale sulla fotografia.

Set 16

L’abbattimento da parte di Apple del prezzo dell’iPhone e l’uscita dal mercato del modello da 4GB ha causato non poche perplessità  agli investitori.

titolo_apple.pngAnalizzando brevemente il titolo AAPL si può notare: come l’aspettativa nei giorni antecedenti al Keynote aveva fatto crescere la quotazione (fino al 4 settembre); immediatamente dopo un calo; la ripresa a partire dall’8 settembre dopo la diffusione dei dati di vendita.

Come riportato da MelaBlog, il taglio del prezzo ha letteralmente triplicato le vendite, comportando:

  • il minor costo per l’utente finale;
  • un allargamento sostanziale del mercato dell’iPhone;
  • maggiori introiti per Apple.

Insomma… un affarone per tutti, tranne gli utenti che hanno acquistato l’iPhone nei sui primi 70 giorni sul mercato.

I first-time-buyers a mio avviso hanno esagerato nell’emotività  e compulsività  dell’acquisto. Un taglio di 200 dollari (su 600) dopo poco più di due mesi é molto, ma nel mondo delle tecnologie:

  • evitare di acquistare/adottare una nuova tecnologia appena messa sul mercato, spesso presenta problemi e non é completa di tutte le sue feature potenziali;
  • per avere il miglior rapporto novità /prezzo magari aspettare 3/6 mesi.
Set 15

Negli ultimi mesi sono stato molto concentrato sulla realizzazione della nuova interfaccia di gestione del nostro CMS t.nes. Spero di poter fare una panoramica al più presto.

L’ultima fatica é stata realizzare un widget per la composizione di questionari. I requisiti, beno o male i soliti: facile e veloce da utilizzare. Ogni risposta può essere vera o falsa.

Tutto il front-end di amministrazione é stato scritto basandomi sulle ottime YUI ed estendendone le funzionalità . Il widget per la composizione dei questionari ha seguito la stessa linea di sviluppo con una particolare attenzione all’editing in-line.

Il risultato é stato soddisfacente, riuscendo ad ottenere un widget che lavora in modo totalmente asincrono per le sue funzionalità  (creazione, modifica, cancellazione) sia sulle domande che sulle risposte. Mancano ancora un paio di dettagli da implementare:

  • segnalazione dello stato di caricamente durante le chiamate XMLHttpRequest,
  • drag & drop per poter riordinare domande e risposte,
  • debugging.

Di seguito un breve screencast che mostra il funzionamento del nuovo widget.

Set 14

Le stampanti in grado di creare modelli tridimensionali esistono da parecchio tempo, ma a costi assolutamente proibitivi. Penso di aver visto la prima recensione su MC Microcomputer in tempi ormai antichissimi e di esserne rimasto affascinato.

Ora Desktop Factory annuncia la prima stampante 3D economica: 4.995 dollari, circa 3.700 euro. E’ ancora molto, ma non male… veramente non male. Può creare oggetti la cui dimensione massima é di 13 cm nelle tre dimensioni. La “risoluzione” é di circa 2,5 millimetri (la tridimensionalità  é ottenuta dalla sovrapposizione di strati appunto di 2,5 millimentri).

Mi viene già  in mente almeno un amico che ci farebbe un pensierino.

Set 12

Piccolo bilancio via Analytics di questi primi nove mesi di blogging… a singhiozzi. La cosa che mi ha fatto sicuramente più piacere é che i miei lettori preferiscono Firefox.

browsers_stats.png

Sommando i browser basati su Gecko (Firefox, Mozilla e Camino), si ottiene un favoloso 71,31%.

Internet Exploder (com’é affettuosamente soprannominato qui in ufficio) si piazza al secondo posto con il 22,96%.

Poi i browser di derivazione KHTML (Safari e Konqueror) al 3,9% e fanalino di coda Opera al 1,65%.

Purtroppo i sistemi Windows sono ancora troppi… ma non si può avere tutto.

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