Giu 18

L’idea é ottima:

  • utilizzare un iPod,
  • costruirgli intorno un accessorio che aggiunga una funzione come lo schermo eInk,
  • abbaterne il prezzo,
  • sfruttare un canale di distribuzione già  esistente come iTunes.

[flash http://www.youtube.com/watch?v=xkEhOEx6rKc]

Via Melablog.

Giu 18

La sensazione che Microsoft da qualche anno a questa parte sia un po’ a corto di creatività , diventa sempre più forte: Mediaroom é la risposta a AppleTV.

Vorrei ricordare che:

  • Zune era la risposta ad iPod,
  • con MSN e relativo motore di ricerca hanno cercato di controbattere a Google e ai servizi web 2.0,
  • con Xbox sono entrati nel mondo delle console dominato Sony e Nintendo.

Non voglio alimentare polemiche dicendo che Vista ha copiato a piene mani da Mac Os X, non é vero.

Tutti sappiamo che Microsoft tenta da anni di ridimensionare il fenomeno Linux attraverso gli attacchi su eventuali brevetti violati o con campagne a discredito del sistema operativo open source.

Delle iniziative commerciali di cui sopra nessuna ha avuto grande successo, se non XBox. Il successo di XBox penso sia principalmente dovuto alla immediata disponibilità  di moltissimi titoli grazie all’incredibile somiglianza ad un normale personal computer Windows.

Anche il fenomeno XBox é stato ultimamente ridimensionato da Wii di Nintendo, che ha portato nel mondo delle console innovazioni concrete (in questo momento la console della Nintendo vende quasi tre volte più di quella di MS).

Microsoft non ha mai avuto nel proprio dna innovazione e qualità : fin dai primordi quando vendette ad IBM l’MS-DOS, il QDOS (quick and dirty operating system) acquistato a Tim Patterson per 50.000 dollari (prima del colpaccio MS era agonizzante).

Onore al merito commerciale di Bill Gates, che intuì anche le potenzialità  dell’accordo su licenza non esclusiva e che costituì la fondazione del successo universale della software house.

Ma anche questo slancio sembra perso. Ho la sensazione che Microsoft entri in competizione con altri player in ritardo, senza avere delle idee concrete o una strategia compatta (o é una strategia che proprio non riesco a capire): continua ad essere un’azienda orientata al prodotto piuttosto che dare una svolta e verso servizi di cui hardware e software sono quasi sempre solo veicoli.

Mi spiego con due esempi.

Google ha fatto crescere miriadi di servizi a favore dell’utente intorno al motore di ricerca, tutti estremamente interconnessi: dall’advertising, alla gestione e analisi dei siti e della navigazione, alle mail, la geolocalizzazione. Tutti servizi che prendono forza dal motore di ricerca e hanno feedback positivi importantissimi sul motore di ricerca stesso.

Apple sta diventando sempre più una media company legata al life style, orientata sempre più alla distribuzione di cui punta a completare al filiera. Per farla facile, i contenuti audio/video di iTunes vengono distribuiti attraverso gli iPod, i Mac, AppleTV, a breve iPhone. I settori chiave (produttività , mobilità  ed tempo libero) sono presidiati in modo concreto, omogeneo e riconoscibile.

Non vedo fare altrettando da Microsoft, che mi sembra invece perdere costantemente possibilità  e non essere riuscita ad adattarsi ai sostanziali cambiamenti di mercato degli ultimi anni.

Giu 15

Google Logo A volte mi viene la curiosità  irrefrenabile di capire e studiare da dove arrivano certi successi. Conoscevo la storia di Google per sommi capi, l’ho visto nascere sul web e sbaragliare la concorrenza, sto assistendo ad un successo a 360 gradi della più famosa azienda del Web.

Ma nel 1998 Sergey Brin e Lawrence Page erano due studenti dell’Università  di Stanford, dipartimento di Computer Science.

Quell’anno pubblicarono una relazione sul loro progetto di motore di ricerca. Nel paper c’é un’attenta analisi del perché era necessario un nuovo approccio ai motori di ricerca su web, perché era necessario trovare nuovi paradigmi, le aspettative degli utenti, le esigenze e le soluzioni tecnologiche. Una lettura interessante: “The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine“.

Poco dopo Page e Brin fondarono Google Inc. ed é storia.

Cosa poco nota é che PageRank (l’algoritmo di assegnazione di importanza delle pagine alla base della tecnologia di Google) essendo stato sviluppato all’interno di una università  é un brevetto di Stanford, che Google Inc utilizzerà  in licenza fino al 2011, anno in cui entrà  in possesso della tecnologia inventata dai due fondatori.

Non sono note le cifre delle royalties pagate da Google a Stanford, ma é risaputo che il campus californiano ha budget quasi illimitati per la ricerca.

Giu 6

La doppia intervista al D5, dopo anni, di Steve Jobs e Bill Gates ha suscitato una valanga di commenti e considerazioni, soprattutto la visione del rapporto tra hardware e software interpretato dai due giganti.

Non penso che la Apple sia mai stata solo una produttrice di computer. Tantomeno lo é dal rientro di Jobs, ancor meno dall’introduzione di iTunes e iPod.

La Apple é sempre stata orientata ad essere un’azienda il cui core business é incentrato sullo stile di vita. Questa é sempre stata la mission di Cupertino, questa é sempre stata l’idea di Jobs e i prodotti Apple nascono coerentemente a quest’idea.

Anche la primississima Apple si comportava in questo modo. Quando Jobs pensava ai primi Apple, pensava a cambiare la vita delle persone attraverso un computer che fosse utilizzabile dalle masse. Quindi, il design dell’Apple, curato direttamente da Jobs, e poi dei primi Mac e di Mac OS.

Il focus dell’azienda é ancora più chiaro esaminando la comunicazione e il marketing nell’arco di 30 anni. L’unico periodo in cui Apple ha snaturato se stessa é stato negli anni di assenza di Jobs, in cui veramente Apple cercava di vendere solo hardware + software: mancava di visione.

E ancor di più l’utenza Apple é la conferma che l’azienda stessa é focalizzata (anzi sta rafforzando) sulla sua impronta al lifestyle: la comunità  di utenti Apple e compatta, solidale, si identifica nei valori di design, qualità  e attenzione ai dettagli.

Questa é la marcia in più di Apple (e soprattutto di Steve Jobs), diversamente non si spiega come faccia Apple a sopravvivere in un mercato cannibale come il mondo hw+sw (e infatti ne 1996 stava per lascirci le penne).

Gen 22

Come volevasi dimostrare: l’innovazione di Nintendo Wii l’ha spuntata sulla strategia “tutti muscoli” della Sony Play Station 3: i dati di vendita danno la nuova console Nintendo a oltre 1.200.000 unità  vendute contro le circa 520.000 della PS3.

Entrambe le console hanno avuto i loro problemi di lancio:

  • sembra che Sony abbia avuto difficoltà  nel processo di produzione che hanno resa difficoltosa la reperibilità  nei negozi;
  • Nintendo dev’essere stata seppellita dalle richieste di risarcimento per i danni provocati dal “lancio” del nuovo controller tanto da pubblicare una pagina di precauzioni.

L’innovazione ha in ogni caso i suoi costi, ma la Nintendo vince sempre per simpatia!

E non contenti, il famoso modder Ben Heckerdorn si é inventato il Wii portatile:

Wii portatile

Queste le caratteristi principali:

  • 16:9 widescreen LCD, 7 pollici di diagonale
  • Suono Stereo
  • Gamecube controller port
  • Built-in Sensor Bar a corto raggio
  • Porta per usare la Sensor Bar originale e A/V output jacks (per usare un televisore esterno)
  • Built-in power supply e vano per il cavo di alimentazione
  • Dimensioni: 8.5 x 7.7 x 2-inches

Un nuovo modo per “lanciare” il Wii Remote ovunque ti trovi!

Gen 19

Nasce come diario personale, diventa uno strumento di marketing.

E’ indiscutibile, il blog tira ormai da un paio d’anni portando con sé un nuovo approccio al web design, ai contenuti e alle strategie di marketing online. Anche le aziende se ne sono accorte e stanno disseminando la rete di operazioni di blog marketing.

Sembra quasi di tornare alla fine degli anni novanta, quando tutti nel settore avevano sulla bocca le parole portale e portale verticale: si percepiva lo stesso tipo di elettricità  ed entusiasmo attuali. Adesso tutti parlano di blog e tutti vogliono avere un blog: motore economico del Web 2.0.

Perché il blog funziona? Ricchezza di contenuti, supposta neutralità /credibilità  degli editor, rapidità  di aggiornamento, sono masticabilissimi e piacciono ai sistemi di indicizzazione dei motori di ricerca.

Ma i rischi e il collasso del modello é dietro l’angolo.

  • Spesso gli operatori del settore cavalcano la moda, forzando i propri clienti a seguire un modello di marketing online che non é automatico gli si addica: troppi blog aziendali contano i propri post sulle dita di una mano, molti mancano della corretta ispirazione editoriale.
  • Troppa informazione corrisponde a nessuna informazione: l’esigenza di compattare e rendere gestibile questo overload d’informazione ha dato vita a siti meta, aggregatori web e standalone, sistemi di indicizzazione alternativi e linking.

L’esplosione dei vari *Camp ha qualcosa del fenomeno del costume e vede le prime infiltrazioni markettare, lasciando intravvedere un nuovo livello: il blogger marketing, ovvero quel marketing operato da un blogger verso i propri colleghi.

I blog non sono per tutti.

  • Vuoi condividere e dar valore alle tue esperienze, competenze, ragionamenti?
  • Hai in mente un progetto editoriale preciso?
  • Vuoi avvicinare nuovi potenziali clienti attraverso un concreto servizio di informazione?

In questi casi forse il blog é un buon strumento per essere presente sulla rete. Diversamente ci sono altri modi, altri modelli di cui uno fra tutti: la creatività , l’amore per la sperimentazione e l’irriverenza per i modelli affermati.

Si é smesso di parlare di portali, si smetterà  di parlare di blog. Sia chiaro: tuttora esistono portali e continueranno ad esistere i blog e i bloggers. Ma il modello di marketing una volta raggiunto il massimo punto sostenibile d’inflazione rinnegherà  se stesso e si dirigerà  verso altre forme, forse ancora più semplici e dirette di comunicazione.

Scadenza: 2 anni.

Nov 30

Esco dal seminato per avventurarmi nel mondo delle console.

In questi giorni sono uscite due console di nuova generazione: la tanto attesa Play Station 3 di Sony e la Nintendo Wii, che vanno a raggiungere la Xbox 360.

PS3 e Xbox 360 hanno puntato tutte sulle avanzatissime caratteristiche hardware: processori multicore spettacolari, grafica hdtv, hard-disk, conettività  wifi, bluetooth e usb. La sfilza di caratteristiche hardware di alto profilo si spreca. Tolti i muscoli, PS3 e Xbox a mio avviso non stupiscono su nessun fronte, se non forse per il prezzo.
Nintendo ha messo sul mercato una console meno “muscolosa”, economicamente più abbordabile e ha scommesso tutto sul controller: addio vecchio pad, innoviamo l’esperienza di gioco. Inutile spiegare il funzionamento del nuovo pad Nintendo, molto meglio vedere le facce di chi lo ha sperimentato per la prima volta.

La mia opinione: entusiasmante, soprattutto quando si riesce a far giocare a golf anche un coppia di vecchietti giapponesi!

Le ricadute del nuovo controller non si fermano qui. Ogni console moderna che si rispetti deve potersi connettersi ad internet in modo che utenti geograficamente distanti possano giocare insieme: la viralità  secondo il mondo console.

Con un piccolo sforzo si aggiunge un browser nel pacchetto di base della console, così se proprio voglio posso anche navigare: insieme a cellulari, smartphone, pda, le console sono nuovi device che si affacciano ad internet diversificando la user-experience.

Navigare con la nuova Nintendo Wii: guardare per credere!

Questo non impone un’attenta riflessione sulle interfacce del futuro. Un web pervasivo probabilmente produrrà  una sempre maggior differenziazione della user experience. E’ profondamente diverso navigare attraverso

  • una televisione e il suo telecomando,
  • un device portatile come cellulare, smartphone o pda,
  • una console
  • un normale personal computer.

Anche la predisposizione alla navigazione dell’utente cambia a seconda del mezzo, perché cambia il contesto: diverso é navigare dalla postazione aziendale rispetto a navigare con il Nintendo Wii comodamente stravaccati in poltrona o addirittura da cellulare mentre si trova su un autobus affollato.

In azienda da qualche tempo c’é una discussione in corso su questi temi. Sicuramente, dopo una iniziale eterogeneità  del software e delle sue capacità  nel navigare (un cellulare non é in grado di visualizzare i siti bene come un normale pc per esempio), le tecnologie si allineeranno.

La differenza sostanziale che rimarrà  e sarà  identificabile attraverso il device con cui l’utente naviga é la sua predisposizione emotiva, la sua capacità  di recepire meglio alcuni contenuti piuttosto che altri, l’attenzione che l’utente é in grado di mettere a disposizione della navigazione e così via.

E il maketing web, sempre più fortemente orientato ad una comunicazione one to one, si adatterà  e userà  queste informazioni e profili per ottimizzare al meglio comunicazione e messaggi.

Web 3.0 (o 4.0) si annuncia con alcuni timidi vagiti.