Gen 27

Un paio di giorni da mi sono sentito abbastanza incosciente da aggiornare Wordpress: e 2.1 fu!

In generale l’esperimento é andato bene, il grosso del lavoro é stato verificare ogni plugin ed eventualmente aggiornare a versioni più recenti.

I cambiamenti più evidenti sono stati: la maggior velocità  di risposta dovuta al tuning del database, i raffinamenti dell’interfaccia di contribuzione.

L’unico problema in cui sono incappato é stato con FAlbum, per scoprire poi che era un difetto del tema.

Gen 23

rev37668_1__ori.jpgPrendetevi la rivincita e friggetela!

Inaugurata oggi alla Galleria Aus18 la mostra “Fritto Misto”. L’artista Mirko Credito si accanisce su pad, console, pistole e modellini friggendoli: una veloce impanata, una bella pentola d’olio caldo e l’arte é pronta da servire.

Gen 21

Ieri in Piemonte si sono raggiunti i 25 gradi: temperatura da tarda primavera in pieno inverno.

Gli eventi catastrofici sono sempre più evidenti:

  • il ciclone Kyrill che ha spazzato mezza Europa negli ultimi giorni provocando miliardi di danni e una cinquantina di morti;
  • il bacino del Danubio vede ormai inondazioni sempre più frequenti;
  • gli uragani colpiscono con maggior intensità  il sud degli Stati Uniti e l’area caraibica;
  • la massa ghiacciata della Groenlandia si sta fondendo a ritmi vertiginosi;
  • desertificazioni di vastissime aree del pianeta.

Solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ogni volta che ne sento una nuova dai notiziari o che ripercorro la mia percezione di trent’anni del clima della mia zona mi balza alla mente The Day After Tomorrow.
E l’allarme é alto. I costi in termini di vite umane, ricostruzioni, sostegno sociale sono spropositati.

Ma c’é chi nel mondo ancora sostiene che il peso economico per uno sviluppo sostenibile siano sproporzionati:

  • in Europa siamo abbastanza diligenti e il percorso per quanto duro é tracciato;
  • negli Stati Uniti un po’ meno, ma prima o poi dovranno fare i conti che ricostruire la Florida una volta all’anno sia più dispendioso che varare le necessarie riforme a favore dell’ambiente;
  • il dramma é costituito dai paesi emergenti.

La Cina sarà  in testa alle classifiche economiche mondiali, ma con costi sociali e ambientali e incommensurabili. Le foto da satellite mostrano una cappa di smog densissimo uniforme sopra la vasta area del nord-est del paese, che i venti portano a lambire le coste Californiane.

Giusto per darvi l’idea.

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L’economia italiana ha risentito moltissimo dell’ingresso della Cina nel WTO: moltissimi settori di eccellenza delle PMI italiane (meccanica, moda, filati, calzature, etc) sono stati messi duramente alla prova dalle copie cinesi e dalle delocalizzazioni. Una delle ultime battaglie dell’ex-ministro Maroni era stata proprio quella dell’introduzioni di forti dazi doganali a protezione dei prodotti italiani ed europei.

In linea di massima non sono mai stato d’accordo a questo tipo di chiusure.

Se al contrario la politica di accesso ai mercati dei paesi emergenti fosse legata ad obiettivi da conseguire sul fronte della sociale, per i lavoratori, e ambientale, per tutti, sarei d’accordo:

  • acquistando un prodotto cinese, mi viene in mente le condizioni di lavori disumane (il numero delle ore lavorative, i minori, assenza di tutele e scudi assistenziali, etc) e mi disgusto;
  • il costo dell’industrializzazione cinese non viene pagato solo dalla Cina, ma da tutto il pianeta e la situazione é destinata solo a peggiorare.

Inoltre ho una sensazione terribile. Temo esista una soglia che, anche se superata di poco, darà  il via ad degrado delle condizioni ambientali esplosivo: finora i cambiamenti sono stati percepibili, la Terra ha portato pazienza, ma superata la misura temo ci si scatenerà  addosso con una velocità  ed una violenza che non penso si possa immaginare. Ne é la dimostrazione l’inaspettata velocità  con cui i ghiacci della Groenlandia si stanno sciogliendo.

Il limite sembra già  molto prossimo, la capacità  inquinante dei paesi emergenti Cina in testa cresce a ritmo esponenziale: se non é già  troppo tardi, rimane pochissimo tempo per agire radicalmente.

Ma la Cina non é un governo democratico e, per dinamiche economiche piuttosto complesse legate al debito pubblico, gli Stati Uniti sono fortemente interessati a che si sviluppi velocemente, pur prendendo le dovute distanze dal punto di vista politico.

Empasse imperialista…

Al Gore, ex-vice presidente durante l’amministrazione, Clinton sta promuovendo la presa di coscienza di crisi ambientale alle porte, sostenendo che la situazione sia molto più degenerata e grave di quanto si possa pensare: An Inconvenient Truth.

E prima che gli stalli a livello mondiale siano superati, noi piccoli uomini proviamo a mettere in pratica dieci semplici, buone abitudini per dare una mano al pianeta che ha dato la vita a tutti noi: il futuro dei nostri figli potrebbe essere molto più a rischio di quanto pensiamo.

Mar 17

Durante la mia gita romana di ieri ho avuto modo di conoscere Giulio Andreotti.

Il senatore a vita é un vecchietto dolcissimo, la sua sferza cinica irresistibile e assolutamente comica. Come molti cari vecchietti, si abbandona alla nostalgia delle memorie, dei tempi che furono e dei suoi diari. Ho avuto la percezione di conoscere una delle fondamenta della Repubblica Italiana, le sue memorie sono un pozzo di eventi dietro le quinte.

Dopo qualche minuto l’atmosfera dell’incontro era polverosa e sonnacchievole, un po’ stantia: troppe le memorie. Ma ai cari vecchietti si può perdonare volentieri questo e altro.

Mar 14

Ilaria Capua, ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, si occupa con ottimo successo dell’influenza aviaria: il mese scorso ha isolato il ceppo arrivato in Africa isolandone le principali sequenze. Il suo timore, ora che il virus é arrivato nel continente nero, é che diventi endemico, a causa della cronica mancanza di risorse dei paesi africani nel monitorare e gestire una emergenza di questo genere.

A metà  febbraio la ricercatrice ha lanciato un appello a oltre cinquanta suoi colleghi, italiani ed esteri, che lavorano sul virus H5N1 perché vengano resi pubblici i risultati delle ricerche in corso. Qualche giorno fa la notizia si é diffusa.

A questo punto ho avuto un attimo di smarrimento: come, non c’é cooperazione internazionale? Non c’é condivisione di dati in modo da avere più vantaggi possibili, più risorse possibili nel trovare una soluzione? Evidentemente no.

La Dottoressa Capua spiega che i dati non vengono condivisi nella speranza di una pubblicazione scientifica, che frutterebbe notorietà  e qualche soldino ai ricercatori: la comunità  scientifica fa notare che diversamente sarebbe difficile accertare la paternità  di dati e risultati.

Questo é inaudito. Come al solito si specula sulla vita di milioni di persone: non sappiamo se, come e quando il virus possa fare il salto di specie e imparare a diffondersi nell’uomo e ci gingilliamo con la nostra vanità ? La ricercatrice intervistata afferma:

“Siamo pagati per proteggere la salute animale e umana - aggiunge - Se pubblicare un articolo scientifico e’ piu’ importante, allora vuol dire che abbiamo perso il giusto valore delle cose”

Non posso che concordare.

Lei per prima ha reso pubblici dati e sequenze del ceppo virale che ha isolato. Ha ricevuto qualche risposta, alcuni colleghi si sono mossi nella stessa direzione ma il processo di condivisione é ancora troppo lento: c’é bisogno che su quei dati possano lavorarci più cervelli possibili per trovare una soluzione quanto prima.

L’interrogativo morale che solleva l’appello della Capua dovrebbe essere raccolto molto seriamente dalla comunità  scientifica: non é più tempo di egoismi, gelosie e ambizioni personali, almeno in quei settori della ricerca scientifica che possono impattare sul benessere e la salvagardia dell’umanità .

Mar 13

L’umanità  sta letteralmente prosciugando le risorse del pianeta, qualunque risorsa. Ho trovato estremamente istruttivo e inquietante leggere Grandi fiumi, allarme dell’Onu “La metà  rischia di sparire” su Repubblica.it.

Quanti uragani come Katrina dovremo conoscere prima di renderci conto che stiamo distruggendo la casa dell’umanità ? Quanto tempo ci metteremo a convincerci che politiche di indifferenza ambientale, economicamente vantaggiose a breve termine, ci condurranno al disastro climatico?

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