Worpress 2.1

Rilasciata la nuova versione stabile di Wordpress: 2.1. Apprezzabile l'ottimizzazione delle query MySQL, versante un po' debole della piattaforma. Piccolo slancio polemico: nuova feature, come segnalato nelle release notes, o bug-fix? Io propendo per la seconda interpretazione.

Console war

Come volevasi dimostrare: l'innovazione di Nintendo Wii l'ha spuntata sulla strategia "tutti muscoli" della Sony Play Station 3: i dati di vendita danno la nuova console Nintendo a oltre 1.200.000 unità  vendute contro le circa 520.000 della PS3. Entrambe le console hanno avuto i loro problemi di lancio:
  • sembra che Sony abbia avuto difficoltà  nel processo di produzione che hanno resa difficoltosa la reperibilità  nei negozi;
  • Nintendo dev'essere stata seppellita dalle richieste di risarcimento per i danni provocati dal "lancio" del nuovo controller tanto da pubblicare una pagina di precauzioni.
L'innovazione ha in ogni caso i suoi costi, ma la Nintendo vince sempre per simpatia! E non contenti, il famoso modder Ben Heckerdorn si é inventato il Wii portatile:
Queste le caratteristi principali:
  • 16:9 widescreen LCD, 7 pollici di diagonale
  • Suono Stereo
  • Gamecube controller port
  • Built-in Sensor Bar a corto raggio
  • Porta per usare la Sensor Bar originale e A/V output jacks (per usare un televisore esterno)
  • Built-in power supply e vano per il cavo di alimentazione
  • Dimensioni: 8.5 x 7.7 x 2-inches
Un nuovo modo per "lanciare" il Wii Remote ovunque ti trovi!

25 gradi

Ieri in Piemonte si sono raggiunti i 25 gradi: temperatura da tarda primavera in pieno inverno.

Gli eventi catastrofici sono sempre più evidenti:

  • il ciclone Kyrill che ha spazzato mezza Europa negli ultimi giorni provocando miliardi di danni e una cinquantina di morti;
  • il bacino del Danubio vede ormai inondazioni sempre più frequenti;
  • gli uragani colpiscono con maggior intensità  il sud degli Stati Uniti e l'area caraibica;
  • la massa ghiacciata della Groenlandia si sta fondendo a ritmi vertiginosi;
  • desertificazioni di vastissime aree del pianeta.

Solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ogni volta che ne sento una nuova dai notiziari o che ripercorro la mia percezione di trent'anni del clima della mia zona mi balza alla mente The Day After Tomorrow.
E l'allarme é alto. I costi in termini di vite umane, ricostruzioni, sostegno sociale sono spropositati.

Ma c'é chi nel mondo ancora sostiene che il peso economico per uno sviluppo sostenibile siano sproporzionati:

  • in Europa siamo abbastanza diligenti e il percorso per quanto duro é tracciato;
  • negli Stati Uniti un po' meno, ma prima o poi dovranno fare i conti che ricostruire la Florida una volta all'anno sia più dispendioso che varare le necessarie riforme a favore dell'ambiente;
  • il dramma é costituito dai paesi emergenti.

La Cina sarà  in testa alle classifiche economiche mondiali, ma con costi sociali e ambientali e incommensurabili. Le foto da satellite mostrano una cappa di smog densissimo uniforme sopra la vasta area del nord-est del paese, che i venti portano a lambire le coste Californiane.

Giusto per darvi l'idea.

L'economia italiana ha risentito moltissimo dell'ingresso della Cina nel WTO: moltissimi settori di eccellenza delle PMI italiane (meccanica, moda, filati, calzature, etc) sono stati messi duramente alla prova dalle copie cinesi e dalle delocalizzazioni. Una delle ultime battaglie dell'ex-ministro Maroni era stata proprio quella dell'introduzioni di forti dazi doganali a protezione dei prodotti italiani ed europei.

In linea di massima non sono mai stato d'accordo a questo tipo di chiusure.

Se al contrario la politica di accesso ai mercati dei paesi emergenti fosse legata ad obiettivi da conseguire sul fronte della sociale, per i lavoratori, e ambientale, per tutti, sarei d'accordo:

  • acquistando un prodotto cinese, mi viene in mente le condizioni di lavori disumane (il numero delle ore lavorative, i minori, assenza di tutele e scudi assistenziali, etc) e mi disgusto;
  • il costo dell'industrializzazione cinese non viene pagato solo dalla Cina, ma da tutto il pianeta e la situazione é destinata solo a peggiorare.

Inoltre ho una sensazione terribile. Temo esista una soglia che, anche se superata di poco, darà  il via ad degrado delle condizioni ambientali esplosivo: finora i cambiamenti sono stati percepibili, la Terra ha portato pazienza, ma superata la misura temo ci si scatenerà  addosso con una velocità  ed una violenza che non penso si possa immaginare. Ne é la dimostrazione l'inaspettata velocità  con cui i ghiacci della Groenlandia si stanno sciogliendo.

Il limite sembra già  molto prossimo, la capacità  inquinante dei paesi emergenti Cina in testa cresce a ritmo esponenziale: se non é già  troppo tardi, rimane pochissimo tempo per agire radicalmente.

Ma la Cina non é un governo democratico e, per dinamiche economiche piuttosto complesse legate al debito pubblico, gli Stati Uniti sono fortemente interessati a che si sviluppi velocemente, pur prendendo le dovute distanze dal punto di vista politico.

Empasse imperialista...

Al Gore, ex-vice presidente durante l'amministrazione, Clinton sta promuovendo la presa di coscienza di crisi ambientale alle porte, sostenendo che la situazione sia molto più degenerata e grave di quanto si possa pensare: An Inconvenient Truth.

E prima che gli stalli a livello mondiale siano superati, noi piccoli uomini proviamo a mettere in pratica dieci semplici, buone abitudini per dare una mano al pianeta che ha dato la vita a tutti noi: il futuro dei nostri figli potrebbe essere molto più a rischio di quanto pensiamo.

Server mobili?

Per anni mi sono rifiutato di utilizzare un telefono cellulare che facesse troppo più che chiamate e invio sms.

Non per ristrettezza di vedute, al contrario perché sapevo che avendo un dispositivo mobile di ultima generazione mi sarei scontrato con la mia insana curiosità : sperimentare i servizi di connettività , navigare con Opera Mini, leggere RSS e controllare email, installare tonnellate di applicazioni Java.

Nell'arco di poco più di sei mesi, un po' per lavoro un po' per sfizio, ho ceduto alla tentazione:

  • prima un ottimo i-mate K-JAM,
  • poi un galattico Sony Ericsson K800i (grandiosa la fotocamera!).

Alla fine é andata come pensavo e ora mi ritrovo smanettone pda. Ho resistito solo alle video-chiamate, che trovo ancora immorali. Ma forse perché sono fotogenico come un tubero isterico.

Mondo affascinante e pensando a questi accrocchietti, toccando con mano la "potenza di fuoco" che possono esprimere, riflettendo sul significato di terminale mobile, lumando le capacità  dell'iPhone mi sono trovato ad affrontare una domanda: a quando i server portatili?

Pensateci bene:

  • la miniaturizzazione porterà  a dispositivi sempre più performanti e con capacità  di storage sempre maggiori;
  • le nuove tecnologie per le batterie ne accresceranno l'autonomia;
  • lo sviluppo e l'accesso di servizi mobile sempre più evoluti si concretizzeranno in costi di connettività  sempre più bassi e velocità  di trasmissione sempre più elevate.

Già  ora sono sul mercato palmari e smartphone con processori Risc da 500Mhz e oltre: roba che si vedeva nelle farm qualche anno fa compresse da una rack a 19" in 300 grammi di peso in mano.

Ti porti in tasca il tuo server web, installata la tua istanza di Wordpress e pubblichi.

Intanto il GPS integrato traccia la tua posizione nel mondo.

Scatti una foto con la fotocamera integrata da 8 megapixel e viene salvata diretamente su Flickr e "posizionata".

Gli RSS che leggi sono filtrati sulla base delle tue preferenze e su dove ti trovi.

Google Map si ricorda l'elenco delle tue preferenze e ogni volta che ti avvicini ad una location che presume t'interessi ti avvisa.

Il microfono del device é sintonizzato sulla tua frequenza cardiaca: se stai male ti avverte con un bip di allarme, ti lascia cinque secondi per annullare, poi chiama l'ambulanza notificando automaticamente dove sei.

E potrai ancora telefonare: incredibile! Ovviamete in VoIP.

Connected life...

L'inflazione del Blog

Nasce come diario personale, diventa uno strumento di marketing. E' indiscutibile, il blog tira ormai da un paio d'anni portando con sé un nuovo approccio al web design, ai contenuti e alle strategie di marketing online. Anche le aziende se ne sono accorte e stanno disseminando la rete di operazioni di blog marketing. Sembra quasi di tornare alla fine degli anni novanta, quando tutti nel settore avevano sulla bocca le parole portale e portale verticale: si percepiva lo stesso tipo di elettricità  ed entusiasmo attuali. Adesso tutti parlano di blog e tutti vogliono avere un blog: motore economico del Web 2.0. Perché il blog funziona? Ricchezza di contenuti, supposta neutralità /credibilità  degli editor, rapidità  di aggiornamento, sono masticabilissimi e piacciono ai sistemi di indicizzazione dei motori di ricerca. Ma i rischi e il collasso del modello é dietro l'angolo.
  • Spesso gli operatori del settore cavalcano la moda, forzando i propri clienti a seguire un modello di marketing online che non é automatico gli si addica: troppi blog aziendali contano i propri post sulle dita di una mano, molti mancano della corretta ispirazione editoriale.
  • Troppa informazione corrisponde a nessuna informazione: l'esigenza di compattare e rendere gestibile questo overload d'informazione ha dato vita a siti meta, aggregatori web e standalone, sistemi di indicizzazione alternativi e linking.
L'esplosione dei vari *Camp ha qualcosa del fenomeno del costume e vede le prime infiltrazioni markettare, lasciando intravvedere un nuovo livello: il blogger marketing, ovvero quel marketing operato da un blogger verso i propri colleghi. I blog non sono per tutti.
  • Vuoi condividere e dar valore alle tue esperienze, competenze, ragionamenti?
  • Hai in mente un progetto editoriale preciso?
  • Vuoi avvicinare nuovi potenziali clienti attraverso un concreto servizio di informazione?
In questi casi forse il blog é un buon strumento per essere presente sulla rete. Diversamente ci sono altri modi, altri modelli di cui uno fra tutti: la creatività , l'amore per la sperimentazione e l'irriverenza per i modelli affermati. Si é smesso di parlare di portali, si smetterà  di parlare di blog. Sia chiaro: tuttora esistono portali e continueranno ad esistere i blog e i bloggers. Ma il modello di marketing una volta raggiunto il massimo punto sostenibile d'inflazione rinnegherà  se stesso e si dirigerà  verso altre forme, forse ancora più semplici e dirette di comunicazione. Scadenza: 2 anni.

Finite le feste, inizia la dieta

Il bello di vivere in una casa a prevalenza femminile é che si viene messi in riga. E anche quando non é così, bisogna adattarsi ai regimi alimentari: soprattutto se sono loro a detenere il controllo della cucina. Quindi... finite le feste, inizia la dieta!! Il messaggio é stato lampante. Ma quest'anno va benissimo così: mi sono sentito dire un po' troppe volte che sto diventando budinoso sul giro vita! Chiaro che la critica arrivava sempre da donne...

Nintendo Wii: la rivoluzione del controller

Esco dal seminato per avventurarmi nel mondo delle console. In questi giorni sono uscite due console di nuova generazione: la tanto attesa Play Station 3 di Sony e la Nintendo Wii, che vanno a raggiungere la Xbox 360. PS3 e Xbox 360 hanno puntato tutte sulle avanzatissime caratteristiche hardware: processori multicore spettacolari, grafica hdtv, hard-disk, conettività  wifi, bluetooth e usb. La sfilza di caratteristiche hardware di alto profilo si spreca. Tolti i muscoli, PS3 e Xbox a mio avviso non stupiscono su nessun fronte, se non forse per il prezzo. Nintendo ha messo sul mercato una console meno "muscolosa", economicamente più abbordabile e ha scommesso tutto sul controller: addio vecchio pad, innoviamo l'esperienza di gioco. Inutile spiegare il funzionamento del nuovo pad Nintendo, molto meglio vedere le facce di chi lo ha sperimentato per la prima volta. La mia opinione: entusiasmante, soprattutto quando si riesce a far giocare a golf anche un coppia di vecchietti giapponesi! Le ricadute del nuovo controller non si fermano qui. Ogni console moderna che si rispetti deve potersi connettersi ad internet in modo che utenti geograficamente distanti possano giocare insieme: la viralità  secondo il mondo console. Con un piccolo sforzo si aggiunge un browser nel pacchetto di base della console, così se proprio voglio posso anche navigare: insieme a cellulari, smartphone, pda, le console sono nuovi device che si affacciano ad internet diversificando la user-experience. Navigare con la nuova Nintendo Wii: guardare per credere! Questo non impone un'attenta riflessione sulle interfacce del futuro. Un web pervasivo probabilmente produrrà  una sempre maggior differenziazione della user experience. E' profondamente diverso navigare attraverso
  • una televisione e il suo telecomando,
  • un device portatile come cellulare, smartphone o pda,
  • una console
  • un normale personal computer.
Anche la predisposizione alla navigazione dell'utente cambia a seconda del mezzo, perché cambia il contesto: diverso é navigare dalla postazione aziendale rispetto a navigare con il Nintendo Wii comodamente stravaccati in poltrona o addirittura da cellulare mentre si trova su un autobus affollato. In azienda da qualche tempo c'é una discussione in corso su questi temi. Sicuramente, dopo una iniziale eterogeneità  del software e delle sue capacità  nel navigare (un cellulare non é in grado di visualizzare i siti bene come un normale pc per esempio), le tecnologie si allineeranno. La differenza sostanziale che rimarrà  e sarà  identificabile attraverso il device con cui l'utente naviga é la sua predisposizione emotiva, la sua capacità  di recepire meglio alcuni contenuti piuttosto che altri, l'attenzione che l'utente é in grado di mettere a disposizione della navigazione e così via. E il maketing web, sempre più fortemente orientato ad una comunicazione one to one, si adatterà  e userà  queste informazioni e profili per ottimizzare al meglio comunicazione e messaggi. Web 3.0 (o 4.0) si annuncia con alcuni timidi vagiti.

Buone nuove sotto il Sole

Qualche giorno addietro Yahoo news ha pubblicato una notizia attesa da molti sviluppatori Java: entro un mese o due il framework sarà  rilasciato sotto licenza open-source. Ragionando sulla data di scadenza, molto probabilmente la prima release open source sarà  Java 6. Voci di corridoio correvano già  da sei mesi, con il cambio al vertice e l'ascesa di Jonathan Schwartz a CEO di Sun. Il mondo Java é già  estremamente ricco di software ed iniziative open source e con Java 5 la possibilità  di redistribuzione, oltre che di ottenere la maggior parte dei sorgenti della piattaforma, era già  diventata reale. Il rischio che, a mio avviso, stava correndo il framework era di eccessiva parcellizzazione. Ad oggi esistono
  • le soluzioni commerciali (principalmente quella di IBM e di Bea, JRun dell'ex Macromedia ora Adobe),
  • il progetto Classpath, intorno al quale ruotano decine di Java Virtual Machine open source,
  • GCC
  • il progetto Harmony della Apache Software Foundation, con forti contributi da IBM.
Sicuramente mi dimenticherò qualche progetto importante, ma la veloce panoramica serviva solo ad osservare che troppi, troppi sviluppatori sono concentrati nel replicare le funzionalità  di Java su progetti open, risorse che invece potrebbero concentrarsi sul migliorare funzionalità  e prestazioni della piattaforma. Il rilascio open source non fa male neache dal punto psicologico e commerciale: nell'ultimo periodo ho trovato resistenze su Java da parte di alcuni integralisti dell'open source. In realtà , quando nel 1999, Blue Studio ha scelto Java come sua piattaforma preferenziale, già  speravo che il percorso sarebbe stato verso l'apertura piuttosto che la piattaforma proprietaria. Da un annetto abbondante Sun ha rilasciato open source anche Solaris, il suo sistema operativo. Il progetto é Open Solaris e dal rilascio sono nati progetti paralleli dalle caratteristiche decisamente interessanti:
  • Nexenta, sistema operativo che unisce il kernel Solaris all'ambiente GNU,
  • Balenix, distribuzione Open Solaris alternativa a quella ufficiale.
Solaris é un sistema operativo della famiglia Unix sullo stile BSD. Nella sua impostazione di base ha molto in comune con i cugini, più o meno lontani, FreeBSD. NetBSD, OpenBSD e Darwin/MacOS X. I punti di forza del sistema operativo di Sun sono:
  • l'innovativo filesystem ZFS,
  • ottimo supporto industriale,
  • buone performance sia paragonato a Linux che a Windows,
  • ottime capacità  di isolamento (per zone) delle applicazione a favore della stabilità  e della sicurezza.
La piattaforma Open Solaris / Java sembra estremamente interessante. Ma il punto che continuo a ritenere fondamentale, nell'apertura dei sistemi proprietari all'open source, sta nel costante aumento della libertà  di scelta dello strumento migliore in relazione agli obiettivi che ci si pone.

Ritorno a casa

Oggi sono tornato a casa. Ho lasciato Istanbul alle 8 ora locale, per atterrare a Malpensa alla 10. Ho capito di essere a casa dall'afa che mi prendeva a pugni nello stomaco lasciandomi senza fiato. La Pianura Padana... fantastico catino di umidità ! Istanbul... La parola che prepotentemente si affaccia all mia mente é "sconfinata". Domenica ero a zonzo sulla sponda asiatica, sul lungomare che costeggia il Mar di Marmara. In quei quartieri sembra di trovarsi in una qualsiasi località  di mare dell'Adriatico: la passeggiata, i giardini, chioschi e giochi per bambini, alle spalle le attività  comerciali e le basse palazzine residenziali. Le Isole del Principe, località  di villeggiatura degli imperatori ottomani, che da casa si intravedevano solo in lontananza, sono lì, poco al largo e magnifiche. E le isole sono sempre Istanbul. Sposto lo sguardo poco più a destra e all'orizzonte si staglia la costa europea, riconosco le torri della zona dell'areoporto ed é ancora Istanbul. Ho misurato la distanza: 32 chilometri. Alle mie spalle le colline su cui placidamente se ne stanno caseggiati e quartieri: ed é ancora Istanbul. Di Istanbul non mi ha colpito particlarmente la parte storica: Topkapi, le moschee, il Dolmabace, la cisterna, il Gran Bazar e il Mercato delle Spezie. Bellissimi posti, ma ne più ne meno di quanto mi aspettassi o conoscessi da foto o documentari. Noi italiani siamo sensibili a questi panorami ma siamo anche abituati, in Italia abbiamo l'ottanta percento del patrimonio artistico mondiale. Anzi ci troviamo spaesati quando in un posto che visitiamo manca la profondità  storica. Mi ha lasciato il segno la dimensione e la varietà . Taksim il quartiere commerciale borghese, Nisantasi dove va a comprare l'elite, Ortakoy é un angolo ritagliato dalle Cinque Terre, Levent con i suoi paradossi di torri vetro e acciaio e villette, Bebeck un'angolo della Ligura esclusiva, la costa asiatica con il suo sapore di località  dell'Adriatico. I locali. Si passa dai ristoranti esclusivi sulla costa europea, raffinatissimi per arredi e servizio, a quelli più turistici ai self service in cui si mangia turco. Le discoteche e i locali. Città  nella città , Istanbul ha ritagliato un posto particolare nel mio cuore: le foto.